My new life in the UK

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Antonio Marcheselli
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Re: My new life in the UK

Messaggio da Antonio Marcheselli » gio giu 02, 2011 12:22 am

http://en.wikipedia.org/wiki/Titanic
Another disparity is that a greater percentage of British passengers died than Americans; some sources suggest it was because Britons of the time were polite and queued, rather than forcing their way onto the lifeboats. The captain Edward John Smith was shouting: "Be British, boys, be British!" as the liner went down.[79][80]
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Re: My new life in the UK

Messaggio da Antonio Marcheselli » gio giu 02, 2011 10:29 pm

Ad aprile mi è scaduto il contratto dell'antifurto satellitare. La società è Italiana quindi sono un caso un po' anomalo visto che la mia macchina ha la targa inglese.
Mando una mail al servizio clienti dove una signora - con la quale mi ero già sentito in precedenza - mi conferma la scadenza e che per il mio caso "necessita di parlare con me direttamente per telefono". Comprensibile.
Skype sul mio cellulare ha smesso di funzionare purtroppo, quindi per un po' di giorni cerco un modo per fare una chiamata internazionale senza spendere un occhio (skype su fisso costa come un'urbana). Finalmente dopo qualche settimana trovo il modo, parlo con la signora e le chiedo scusa per il ritardo spiegandole che avevo avuto qualche difficoltà con skype.

"Ah ma poteva mandarmi una mail, è il metodo migliore" ...........
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anonimo_11

Re: My new life in the UK

Messaggio da anonimo_11 » sab giu 04, 2011 4:51 pm

Forse avrei dovuto postare in "Disservizi" ma per dare un'immediata soddisfazione al grande Marcheselli ho deciso di farlo qui...

Da: La Repubblica Firenze.it del 04/06/2011

CRONACA
Uffici postali in tilt code e lunghe attese
Da mercoledì scorso Poste in crisi a causa di un aggiornamento informatico al sistema centrale. Servizi ripresi dalle 11.30, ma a singhiozzo. Protestano gli utenti
di PAOLA BARILE

Lunghe code e uffici pieni di persone che aspettano, sportelli che non riescono a far fronte all'ondata di anziani che fin dal primo mattino sono lì per ritirare la pensione. E ancora dipendenti lasciati a sè stessi, informati soltanto del fatto che il problema nasce da un bug di natura tecnologica. L'odissea che a partire da mercoledì scorso ha coinvolto gli uffici postali di tutta Italia crea momenti di disordine anche a Firenze: la gente è esasperata, le attese sembrano infinte, il caldo non dà tregua. I dipendenti non sanno neppure cosa dire a tutte le persone che hanno bisogno di liquidità per i pagamenti dell'ultimo minuto.
Quattro giorni di passione che sembrerebbero essersi conclusi alle 11.30 di questa mattina, quando i sistemi hanno ricominciato a funzionare. In questa situazione di crisi solo alcuni uffici postali, quelli che ancora non erano passati al nuovo sistema informatico, hanno potuto garantire ai clienti un normale servizio, venendo però ben presto presi d'assalto da clienti di ogni parte della città. Per tutti gli altri non c'è stata via di uscita: sistema paralizzato o, nei casi migliori, un servizio erogato a singhiozzo, con tempi di attesa incalcolabili.
Le proteste per il disservizio hanno creato momenti di tensione tra clienti esausti e dipendenti lasciati in balia del caos; tuttavia la disponibilità di molti uffici, rimasti in questi giorni regolarmente aperti, ha fatto sì che gli utenti accettassero senza ulteriori polemiche i ritmi rallentati e le momentanee paralisi del sistema.
Poste Italiane informa che a partire dalle 11.30 di questa mattina il sistema è ripartito: restano le ultime code da smaltire e forse è anche per questa ragione che alcuni uffici postali sono rimasti aperti oltre il consueto orario di chiusura.

Posso garantirvi che nonostante i bei comunicati di Poste Italiane, per esperienza diretta di miei familiari ed amici e leggendo i numerosissimi commenti presenti in rete postati da clienti inviperiti e dipendenti frastornati, il corretto funzionamento del sistema non era stato ancora ripristinato ben oltre le 13:00 di quest'oggi. :hahaha:

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Re: My new life in the UK

Messaggio da Antonio Marcheselli » sab giu 04, 2011 7:52 pm

Fantastico! Un giorno conterò quanti pacchi ho spedito/ricevuto in UK, l'unico disservizio è un pacchetto non messo in "riconsegna" come da istruzioni date online, sono dovuto andare al magazzino a ritirarlo di persona (1km di distanza).
I "sistemi fermi" è sempre stato un classico delle poste. Brevi blocchi o rallentamenti erano per me una normalità.

Come si scusano le poste per questo lungo disservizio? Ah, già, scusate, ho sbagliato paese :)
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Re: My new life in the UK

Messaggio da anonimo_11 » sab giu 04, 2011 10:04 pm

No Antonio!... Stavolta ti sei sbagliato di grosso! Un'azienda seria e formale come Poste Italiane si é già abbondantemente scusata in questo modo:

Poste Italiane: aumento dei costi di spedizione fino al 45%
Economia | PriMi | 10 aprile 2011 12:51 |

Altroconsumo ha rilevato che rispetto al 2009, i costi di spedizione di pacchi con Poste Italiane sono aumentati del 45%. In particolare i prodotti presi in considerazione sono Paccocelere1 e Paccocelere3: il primo consiste nella spedizione di un pacco, con consegna entro il giorno successivo a quello della spedizione, mentre il secondo permette il recapito entro 3 giorni a partire da quello seguente alla presa in consegna dell’ufficio postale.
Paccocelere1, registra un aumento per quanto concerne le misure “fuori standard”. Mentre per un pacco “ordinario” del peso inferiore a
3 kg e con la somma totale dei tre lati non superiore a 80 cm, si trova un risparmio consistente del 22% rispetto alla tariffa 2009, per pacchi tra i 15 e i 30 kg e con la somma dei lati tra gli 80 e i 150 cm, la tariffa aumenta sensibilmente di quasi 7 euro, ovvero un rincaro del 45% in più rispetto alla tariffa 2009.
Paccocelere3 invece registra un aumento pari a circa il 25% in più. Se nel 2009 infatti, per spedire un pacco con la soluzione Paccocelere3 si spendevano 9,10 euro, oggi ce ne vogliono ben 11,40.

Per servizi all'avanguardia come quelli offerti non trovo niente da eccepire se per inviare un pacco occorre fare un leasing... d'altronde Poste Italiane è un'azienda che di "pacchi" se ne intende... :regalo:
Fondamentalmente la cosa che però mi incuriosisce di più in tutta questa vicenda é quella di sapere con che british self control avrà appreso la motivazione del "bug tecnologico" il pensionato ottuagenario con la licenza elementare presa a calci in c u l o che percepisce un assegno mensile di 500 euro e per il quale ogni giorno di fermo nell'erogazione delle sue spettanze ha probabilmente significato digiunare o andare alla mensa della Caritas
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Re: My new life in the UK

Messaggio da luca1975 » dom giu 05, 2011 2:38 pm

Ma non hanno mai sentito parlare di sistemi di riserva e backup? Se vuoi fingere di saper fare la banca devi avere almeno il minimo sindacale delle risorse di riserva, non è possibile immaginare di bloccare interamente l'operatività dell'azienda per giorni.
Mi piacerebbe sapere dove sono i server di poste italiane: spero non in Italia (ma visti i disservizi mi sa che sono proprio qui).
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Re: My new life in the UK

Messaggio da Antonio Marcheselli » dom giu 05, 2011 4:09 pm

TIpicamente i backup non servono finché non si perde tutto.
Fare i backup o tenere sistemi di scorta è una cosa costosa e - sul momento - sembra non servire a niente - immaginate: DUE computer che girano per un lavoro che potrebbe fare uno solo. Per questo in genere sono i primi ad essere "tagliati"
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Re: My new life in the UK

Messaggio da luca1975 » dom giu 05, 2011 7:50 pm

Antonio Marcheselli ha scritto:Per questo in genere sono i primi ad essere "tagliati"
E si, soprattutto da una società che pensa di essere una banca...

Chissà come mai certe cose succedono solo con certe società. E' vero che i guasti succedono a tutti, ci mancherebbe, ma restare più giorni fermi vuol dire essere proprio assolutamente impreparati ed incapaci di fare alcunché.
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Re: My new life in the UK

Messaggio da steven7 » lun giu 06, 2011 8:54 am

Ciao Antonio, vedo che sono passati quasi due anni dalla grande decisione, che bilancio faresti, premetto che io sono un sostenitore dei grandi cambiamenti e visto che la vita a disposizione è una, dobbiamo darci da fare per capire qual'è la nostra strada.
Ho visto per la prima volta l'United Kingdom nel 1994 e fino al 1999 sono stato li per un mese l'anno (le mie ferie) l'ho percorsa in lungo fino alla Scozia e precisamente fino a Thurso, ho un amico a Londra ed uno a York, in quegli anni il mio itinerario fù:
London,Billingshurst (Sussex),Oxford,Bishop's Stortford,Cambridge,Dudley,Sherwood,Nottingham,York,Glasgow (Tennent’s),Edinburh,Dundee,Aberdeen,Fort William,Fort Augustus,Loch Ness,Inverness,Thurso.
Questi posti furono per me indimenticabili, il verde, i parchi, le file, la precisione, i musei interattivi, la gente, anch'io avrei voluto rimanere lì e quando tornavo a Roma, con tutti i disservizi, la gente perennemente indolente, i furbi nelle file, i furbi in genere, centri commerciali con le cassiere che chiudono sempre quando stai per arrivare, e tutto quello per cui lamenti spesso anche tu.
Comunque Tanti Auguri di buona permanenza nell'United Kingdom,(anche se in ritardo di due anni) e spero di sentire sempre buone notizie
da parte tua. ;) :birra: :ok:
Stefano

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Re: My new life in the UK

Messaggio da Antonio Marcheselli » lun giu 06, 2011 10:23 am

Ciao

Mi ero promesso di fare un bilancio definitivo dopo un anno e mezzo. Ho rimandato la cosa a 2 anni per alcune cose che sono convinto si sistemeranno come penso io ma che per il momento non sono ancora in posizione. Sono ottimista. Non manchero' di aggiornare.

Lieto che non sia l'unico a notare queste cose. Non ho avuto molte occasioni di viaggiare purtroppo, vacanze ne ho fatte poche e in genere torno in Italia per trovare la mia famiglia e i miei amici ma sicuramente - specie d'estate - i posti sono molto belli.

In ogni caso il bilancio e' positivo, ci mancherebbe, senno' non sarei ancora qui. Sto solo aspettando alcune contingenze per prendere una decisione finale.
Ti ringrazio per la domanda, questo thread e' un po' abbandonato :)
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Re: My new life in the UK

Messaggio da Antonio Marcheselli » mer giu 08, 2011 11:45 am

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/eco ... 35780.html
ROMA - Il sistema informatico di Poste Italiane ha ripreso a funzionare regolarmente, anche se c'é ancora qualche rallentamento.

Lo si apprende da fonti dell' azienda. Poste, spiegano le fonti, sta quindi erogando il servizio.
Cioe'... ancora non hanno ripristinato??? Fantastico!
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Re: My new life in the UK

Messaggio da Antonio Marcheselli » mer giu 08, 2011 12:27 pm

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/top ... 36742.html
ANSA)- ROMA, 08 GIU - Oggi,negli uffici postali potrebbe tornare la normalita' e la societa' sta valutando di chiedere un risarcimento alla Ibm,societa' informatica che gestisce i software e i computer. E' quanto afferma l'amministratore delegato di Poste spa. Massimo Sarmi, in un'intervista a La Repubblica.'Il 1 giugno si e' verificato un guasto nel sistema operativo del mainframe, il nostro elaboratore centrale. E' stato riparato ma quando il 3 abbiamo riaperto gli uffici ci siamo accorti di un altro problema'.
FORSE! :D
Ora e' colpa di IBM... Pensavo fosse colpa di Olivetti! :)
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Re: My new life in the UK

Messaggio da Gio » gio giu 09, 2011 5:03 pm

Una volta esistevano gli ambienti di test... Si vede che non si usa più...
Giovanni Zampieri
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Re: My new life in the UK

Messaggio da Antonio Marcheselli » gio giu 09, 2011 5:48 pm

Agli occhi dei dirigenti sono senza dubbio spese inutili.

Io stesso adesso ho solo Hard Disk raid nel mio PC. Un giorno ho erroneamente cancellato la partizione del mio UNICO HD esterno in cui tenevo tutti i miei dati: 14 anni di documenti, foto, musica. Tutto insomma. Passai 2 notti a recuperare il recuperabile e poi tentati il recupero della partizione che per fortuna ebbe successo e recuperai perfettamente tutto (ottimo perche' quello che avevo recuperato leggendo il disco era una montagna di file sconnessi!). Immediatamente dopo comprai un disco RAID (anche se il RAID non ti esula dalla stupidita' e se lo formatti... :) ).
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Re: My new life in the UK

Messaggio da luca1975 » gio giu 09, 2011 7:40 pm

Ma la cosa bella di poste italiane è che son 3 giorni che la dirigenza dice tutte le sere che i problemi sono risolti e che si è tornati alla normalità, mentre è da una settimana che in ufficio abbiamo una piccola montagna di raccomandate da spedire che giace in attesa che non ci vogliano 4 ore di coda e 7 minuti a lettera per la spedizione......
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Re: My new life in the UK

Messaggio da Antonio Marcheselli » dom giu 12, 2011 7:18 pm

Al termine di un anno finanziario ho finalmente potuto fare il conto delle mie tasse.

La mia situazione lavorativa è un po' complessa quindi se non capisco male ho pagato un po' più di tasse e ho avuto un codice per l'anno prossimo che ne tiene conto, riducendo leggermente l'ammontare di tasse che pagherò. Non so esattamente come funziona sinceramente.

Però ho calcolato tutti i miei introiti, tutte le mie tasse compresa la sanità (che è una bella mazzata) e la Council Tax, che è la tassa comunale che dipende dalla casa in cui abiti e che copre spazzatura e tutto quello che in Italia paghiamo ai comuni (nel mio caso 900 e rotte sterline all'anno!).

La percentuale finale tenuto tutto in considerazione è del 23.8%. Chiaramente l'ammontare del lordo annuale è importante perché mentre tasse e "National Insurance" sono proporzionali a quanto guadagni, la Council Tax è fissa. Se abiti in più di una persona c'è un aumento del 30% (o uno sconto se sei da solo, come preferite) e basta.

Non ho altri balzelli da pagare. Le tasse della macchina sono 180 sterline invece di 300 e rotti euro. L'assicurazione è ancora alta in quanto "nuovo" in UK ma mi hanno assicurato che l'anno prossimo sarà molto minore, dovrebbe essere intorno alle 450 sterline per una Kasko completa. Nella sanità non paghi niente, solo il "ticket" di 7.20 sterline quando ti segnano delle medicine. Tutti gli esami sono completamente gratuiti, anche se non urgenti come un esame del sangue di routine.
L'autostrada è gratuita.
Non serve fare la dichiarazione dei redditi se non hai dei redditi esterni, nemmeno se hai una casa di proprietà. Quando ho voluto dichiarare un piccolo lavoretto che avevo fatto extra (di cui quindi l'ufficio delle tasse non era a conoscenza) ho fatto per telefono, senza inviare niente. Avrei potuto fare online ma ero in ritardo per la registrazione.

Che ne pensate?
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Re: My new life in the UK

Messaggio da luca1975 » dom giu 12, 2011 11:27 pm

:picchiatesta: :picchiatesta: :picchiatesta:
La decenza, l'educazione e l'ora tarda (ho fatto 8-22 ai seggi per i referendum, e domani 7-....19??) mi impongo uno scialbo "no comment!"
:Censured!: :Censured!: :Censured!: :Censured!:
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Re: My new life in the UK

Messaggio da steven7 » lun giu 13, 2011 7:59 am

Antonio Marcheselli ha scritto:Al termine di un anno finanziario ho finalmente potuto fare il conto delle mie tasse.
Che ne pensate?

Sto pensando seriamente di trasferirmi lì, "My old England".
Per quello che so, a fine anno, il governo fa i conti e ti ritorna indietro il non dovuto, se fosse così sarebbe davvero un gran paese, considerando che in Italia tutto ciò che dai in più, anche se per errore finisce lì (chissà dove, gran mistero) acquisito per sempre. :colpa:
Stefano

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Re: My new life in the UK

Messaggio da Antonio Marcheselli » lun giu 13, 2011 10:22 am

Anche a me han detto cosi', e' tutto automatico. Ma avevo anche sentito che dovevi richiedere. Per telefono mi assicurarono che non dovevo fare niente, devo vederci un po' chiaro ma sono ottimista.

Di contro, entro fine luglio DEVO fare la dichiarazione dei redditi Italiana... Altro tempo e denaro perduti.
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Re: My new life in the UK

Messaggio da Antonio Marcheselli » mar giu 21, 2011 12:46 am

Frugando sul computer ho trovato un documento word che avevo scritto nel Natale 2009 quando sono tornato a Firenze per ferie. Lo avevo scritto offline confidando di metterlo online appena potevo, completato. Non l'ho fatto ma mi ha fatto ridere leggendolo e quindi ve lo allego per il vostro sollazzo.

Per la cronaca la società dei BUS ha poi risposto al mio reclamo scusandosi per il disservizio (avevo comunque precisato che ero contento perché nonostante il tempo allucinante mi hanno portato lo stesso a destinazione), spiegando che l'autobus doveva essere acceso in anticipo proprio per permettere di scaldare il motore e, oltre ad un errore umano, avevano ipotizzato anche le ridigissime condizioni ambientali. In funzione dell'ora della corsa mi hanno comunicato il numero del mezzo e promesso che avrebbero verificato il funzionamento dell'impianto.
Ed eccomi nuovamente nel Bel Paese.
Il viaggio è stato buono, visto che il 22 Dicembre era tutto clamorosamente bloccato, arrivare a Pisa con solo un’ora di ritardo e non in barella direi che è stato un risultato accettabile.
Il 22 sera mi ritrovavo 38 di febbre. Rinunciare al volo voleva dire buttare una discreta quantità di euri visto che era tutto già prenotato e chiaramente le low cost non rimborsano.
Quindi imbottito della massima dose consentita di tachipirina alle 3.30 un taxi – del quale dubitavo l’esistenza visto che alla prenotazione non mi hanno nemmeno chiesto il nome! – si presenta in cima alla strada. Il paesaggio è lunare: strade completamente ghiacciate, nessuno in giro. La corsa, di 5 minuti alle 3.30 di notte, costa 7 sterline.
Il bus è in orario e parte alle 4.00.00 e 00 millesimi, non so come facciano. Imbacuccato dalla testa ai piedi non vedo l’ora di salire e di scaldarmi un po’ visto che fuori sono -5°. Ma dentro sono 10°, il riscaldamento non funziona. Non mancherò di protestare. Il Bus ci porta a Heatrow dove alle 5.10 ho un altro bus per Stansted (W le low cost). Le strade sono scivolose a tratti. Il secondo autobus è in ritardo di appena 10 minuti. Arrivato a Stansted dopo 1.30 in un autobus non particolarmente caldo (ma forse ero io che avevo un po’ freddo per via della mia salute stavolta) arrivo a Stansted quando cominciava a mancarmi il fiato per la tosse (tosse + sottozero non è il massimo). All’aereoporto faccio a tempo a farmi un cappuccino e mi reco al gate.
Questo è il mio secondo volo con Ryanair e purtroppo mi si conferma la pessima impressione che mi aveva fatto la prima volta. Il capitano, Italiano milanese, è in ritardo di un’ora (trattenuto da un cambio di aeroplano proveniente da Pisa) ma nessuno ci informa. Un cliente inglese infatti protesta dicendo “usual standard service” alla hostess. I clienti Italiani sono rassegnati e si distendono per terra a mo’ di mandria.
Quando arriva il capitano fanno salire i clienti a mo’ di bufali. “Vi preghiamo di sedere nel minor tempo possibile” continuavano a ripetere gli assistenti di volo. Apparentemente non vi era spazio a sufficienza per le valige e la procedura era più lenta del solito nonostante le preghiere. Come Ivano mi ha insegnato prendo posto alle uscite di sicurezza che sono più larghe. Non sapevo che in quanto uscite di sicurezza non è possibile tenere oggetti come borsette o sciarpe o indumenti che non siano indossati. E qui l’esilarante macchietta: il giovane Stewart Italiano spiega educatamente ai clienti, me compreso, le procedure e i clienti – apparentemente – obbediscono. Cinque minuti dopo… riappaiono borsette, giacche e addirittura valige intere! “Non è per me, è la legge!” spiega gentilmente l’addetto. E qui cominciano a fioccare le classiche scuse “non c’è posto nella cappelliera” fino alla esilarante “la valigia è incastrata non si può togliere”… Ma non finisce mai perché ogni 15 minuti l’addetto deve segnalare ancora che non si possono tenere oggetti e insistere con i clienti!  Io ridevo come un matto! A proposito, I bagagli che non sono riusciti a mettere in cabina sono stati spostati in stiva. Ovviamente il cliente non aveva uno straccio di ricevuta e alle giuste osservazioni il personale rispondeva “li codificano loro, non si preoccupi” :D
L’aereo decolla e arriva a Pisa dove dopo 15 minuti di girotondo sul mediterraneo ci fanno atterrare dalla parte opposta causa vento. L’aereomobile sorvola a bassissima quota Pisa tanto che temevo per le antenne degli edifici per poi effettuare un atterraggio tranquillo ma… feroce! Per risparmiare 10 minuti di tempo e non dover arrivare a fine pista e tornare indietro a velocità ridotta il capitano atterra e… INCHIODA! Non riuscivo a tenermi sulla poltrona con le gambe! Applauso tipico Italiano e scarico dei clienti.

A Firenze il classico controllo di “sicurezza”: un carabiniere faceva passare chi mostrava di lontano una carta di identità (poteva essere fotocopiata visto che la mia l’ho mostrata da 2 metri di distanza) e fermava chi mostrava il passaporto.
Ed eccomi in Italia con 15° e un bel tepore!
E qui dopo 6 mesi di vista anglosassone capisco un po’ i commenti dei miei colleghi o amici inglesi che dicono “ma in Italia siete così simpatici!”. In effetti per una vacanza è divertente. Si comincia con la solita biglietteria del treno in fondo a destra e la stazione in fondo a sinistra. Nessuna macchinetta automatica alla biglietteria ma ne ricordo una alla stazione quindi per evitare la fila tento il tutto per tutto e mi avvio direttamente alla stazione confidando sulla macchinetta. La macchinetta funziona ma non accetta bancomat né monete estere. Pago con lance di selce e riesco a fare il biglietto seguendo una procedura oggettivamente ridicola! Il mini-biglietto che esce desta lo stupore dei clienti e un messaggio scritto a pennarello sulla macchinetta stessa invita ad obliterare il biglietto. Un cliente non italiano dopo avermi chiesto se parlo inglese mi domanda, giustamente, DOVE vanno obliterati! :D E lo indirizzo verso una macchinetta gialla non identificata.
Non è dato sapere se e quali treni da Pisa Aereoporto diretti verso Firenze siano disponibili, lo stesso macchinista del treno mi dice “vada a Pisa di lì ne partono tanti”.
Arrivo a Pisa e c’è una situazione tipo quel filmato finto che si trova su Youtube dove con la stessa voce di Trenitalia danno annunci ridicoli. Forse non è uno scherzo. Una signora diretta a Milano è un po’ preoccupata per la scritta “SOP” alla voce “Ritardo” sul tabellone del treno. Vorrà mica dire “Soppresso”?
Dopo 15 minuti un messaggio ridicolo con voci elettroniche dalla tonalità differente attaccate malamente assieme comunica che il treno per Milano è stato cancellato a causa di “variazione del treno”.. ?? Ma che vuol dire? Nella versione Inglese non viene data alcuna motivazione!
Poco dopo un altro annuncio di 240 minuti di ritardo di un Intercity, 90 minuti di un Eurostar e 10 minuti del mio trenino per Lastra a Signa.
Monto sul mio treno che è lurido appestato. Ragazzi in UK non sono conosciuti per l’igene ma qui si esagera di brutto. Il treno fa SCHIFO. Non mi azzardo ad appoggiare la testa sul poggiatesta, e quello malato sono io! Tra l’altro il mio biglietto è per Signa e non per Lastra a Signa (il treno per Signa era un’ora dopo e sono su due tratte differenti) ma tanto nessuno me lo controlla.
Un amico mi viene a prendere alla stazione e vado a prendere una macchina a noleggio trovata a prezzo molto basso, altrimenti mi arrangiavo con un motorino. E qui rientro nel “tran tran” Italiano.
Il traffico Italiano è divertentissimo! Macchine che passano da tutte le parti, persone che “forzano” le precedenze da tutte le parti, gente attaccata al clacson in ogni dove. Nei miei 6 mesi Inglesi mi hanno sorpassato UNA sola volta (a parte in autostrada), me lo ricordo bene perché è successo qualche giorno fa e ne sono rimasto sorpreso!
Mi fermo a fare la spesa. Più che il “trionfo della freschezza” è il “trionfo della maleducazione” :D Però non c’è storia, l’esposizione è il trionfo della roba buona, ero come un bambino nel paese dei balocchi! Ho comprato un sacco di cose buonissime che mi gusterò con calma nei 10gg di permanenza, senza contare il pranzone di Natale di domani.
Il supermercato è stracolmo: ovviamente non c’è l’usanza di sorridere né di scusarsi o ringraziare quando fai passare i clienti con il carrello o cose simili ma una delle cose che mi ha fatto sorridere è un cliente che chiede ad un addetto “un ce l’avete le mandorle?” e l’addetto quasi senza girarsi e continuando a riporre il latte a lunga conservazione sugli scaffali risponde ad alta voce “Signora, icche c’è gli’è lì”!!!!!!!!!!! Stramitico! Nel supermercato che frequento la norma imposta dall’azienda è prima di tutto che non dovrebbe essere il cliente a chiedere ma l’addetto ad accorgersi che il cliente è in difficoltà, poi salutare, avvicinarsi al cliente, cercare il prodotto, trovare un’alternativa se non disponibile, e salutare il cliente ancora. Non è uno scherzo è la procedura ufficiale.
Ho comperato del prosciutto crudo, che non esiste in UK. Il commesso, capo reparto, mi avrebbe lanciato il prosciutto in faccia se avesse potuto! Terminata la confezione l’ha lanciata sul bancone e ha urlato “QUARANTOTTOOOOOOOOOO” :D
Per Interfono passavano comunicazioni allucinanti “Rossiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…. Pausaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” (mandano i dipendenti in pausa per interfono!!!!) “Rinaldiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…… Cassaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa”. Solito supermercato in UK la comunicazione inizia SEMPRE con Buongiorno o Buonasera e con “questa è una comunicazione per i colleghi” o “questa è una comunicazione per i clienti” e così via. Senza eccezioni. La cassiera ha passato i prodotti ad una velocità di curvatura, pigiando tutte le cose buone che avevo comprato nel ridotto spazio della cassa (in UK ti passano gli oggetti via via che li imbusti, se non li imbustano direttamente loro e finché non vai via non passano al cliente successivo) e non ha sortito un sorriso nemmeno a prenderla a ceffoni, nonostante le abbia augurato Buon Natale e Buonasera diverse volte! Evvabbè mi sono divertito tantissimo!!
Tornando verso casa ad una rotonda congestionata dal traffico Natalizio era possibile ammirare le mosse creative effettuate da persone spazientite: macchine contromano, in tutte le direzioni possibili e senza il minimo rispetto degli altri e delle regole della strada!!
L’arrivo a casa non è stato traumatico stavolta come l’altra volta per il semplice fatto che finalmente abito in una casa decente adesso e non in una grotta come l’altra. Quindi è pur sempre casa mia ma anzi è decisamente più incasinata della mia attuale! Però è come se casa mia Italiana fosse una cattedrale! In UK tocco il soffitto con le dita… Ed è normale lì, l’altezza minima è 230cm contro 270cm qui. E fa una bella differenza. E pensare che mi lamentavo di vivere in una casa dal soffitto basso…
Stamattina mi sono comprato il pane fresco toscano cotto a legna. Non ha prezzo e questo compensa la quantità di clienti scortesi e maleducati che vedevo intorno, ma con serenità perché appunto sono in vacanza!
Piuttosto: perché il “filone da mezzo chilo” deve pesare 700 grammi? Lo sapevate che il pane da un chilo è calmierato a 1 euro se non erro mentre quello da 500gr no? Provate a chiedere un filone da un chilo, vi diranno “2 da mezzo chilo ok?” e comunque NON pesa 500gr ma 6/700 grammi. Ne ho chiesto mezzo e pesava 400gr! Italia, non cambia mai!
Sono sale per grandi pubbici e ciò rende doverose proiezioni per grandi popolazioni
Spettatore Anonimo

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