12 soldiers, Arcadia Melzo, Bellinzago, Erbusco

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Ale Dogo
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12 soldiers, Arcadia Melzo, Bellinzago, Erbusco

Messaggioda Ale Dogo » mer ago 01, 2018 10:57 am

In occasione della distribuzione italiana di questo war-movie (uscito mesi fa negli USA) ho deciso di fare un altro confronto tecnico tra 4 sale cinematografiche.
Ovviamente, ho scelto il circuito Arcadia; due sale a Melzo, una a Bellinzago e una a Erbusco.
Il film è patriottico (nei confronti degli USA), molto semplice e scorrevole, scritto, interpretato e realizzato bene: sicuramente merita una possibilità. In alcuni momenti cerca di stimolare riflessioni importanti, ma ci riesce solo in parte, non andando molto in profondità e non approfondendo adeguatamente. In generale intrattiene, ma personalmente credo che al termine della sua distribuzione nelle sale verrà dimenticato.
La prima visione è stata in Sala Aria a Melzo, la seconda in Sala 4 a Bellinzago, la terza in Sala Energia a Melzo e la quarta in Sala 2 a Erbusco (purtroppo il film non era presentato nella sala 6, la più prestigiosa del multisala).
Assicuro che la traccia audio, pur non essendo al top e non trattandosi del genere di traccia che preferisco, sfrutta gli impianti in un modo tale da prestarsi a un confronto adeguato, il che vale pure per la componente visiva.

Sala Aria Melzo: schermo Harkness, modello Perlux, concavo, larghezza 18 metri, formato scope, 220 posti a sedere divisi in 10 file disposte ad anfiteatro (la sala è molto inclinata).
Proiettore 2K, impianto audio con amplificatori e diffusori Electro-Voice (ex THX), con configurazione massima 7.1.
Illuminazione sotto le file e sotto lo schermo (a fibre ottiche), aria condizionata non a soffitto (arriva a ogni poltrona).
Sedute molto comode e larghe.
Design della sala curato, molto moderno e avvolgente, dalle file 8/7/6 (quelle che preferisco) si può godere di un'immersione totale nello schermo.
Più in alto si perde quel senso di immersione e più avanti le dimensioni dello schermo risulterebbero abbastanza fastidiose.
Lo schermo è circondato da teli — sottilissimi ai lati, laddove quello superiore è più spesso — mentre sotto lo schermo c'è una striscia nera subito sopra il muretto che contiene le luci a fibre ottiche che illuminano la sala.
Esperienza: Sin dalla prima scena fino alla canzone ufficiale durante i titoli di coda l'audio è sottoposto ad una minuziosa analisi da parte mia.
Gli effetti di panning, persistenti in tutto il film, sono realizzati ottimamente e risultano molto realistici; la maggior parte dei suoni arriva dal fronte anteriore.
La spazialità è ottima: sia le scene più spettacolari sia quelle più tranquille hanno sempre un avvolgente suono d'ambiente, che si sente chiaramente che arriva da davanti e non da dietro.
Il suono degli spari e delle esplosioni riverbera nei surround poche volte, di conseguenza non creando quella sensazione di spazio che “dovrebbe” essere presente.
La gamma dinamica dei suoni è buona anche se in alcuni punti delle scene finali si riduce e perde un po' la cura che aveva prima, caratteristica che potrebbe servire per enfatizzare il caos e l'inferno di quella scena. In ogni caso ciascun suono rimane ben distinguibile e quindi non si perdono dettagli e la sensazione di immersione permane.
La dinamica (in tutti i canali) è enfatizzata da alcune scene con SPL veramente notevole precedute da momenti di tranquillità. È evidente però una mancanza della componente surround, presente solo in pochi frangenti e complessivamente di SPL inferiore rispetto a quello dei frontali, con effetti direzionali validi ma non memorabili.
Il range di frequenza della traccia è molto esteso. La gamma bassa è di assoluto riferimento come impatto fisico .
Le frequenze basse sono presenti per tutto il film, sono principalmente secche e veloci e rendono benissimo ogni effetto e hanno una profondità discreta, pur non scendono fino alle frequenze bassissime (solo in pochissimi casi, non degni di nota); non siamo ai livelli di Mad Max: Fury Road, Ready Player One, Blade Runner 2049 e altri, rispetto ai quali 12 soldiers non ha nemmeno una gamma bassa così dettagliata e curata. A ogni modo i bassi di questo film meritano nota grazie alla potenza e, soprattutto, all'impatto fisico: ho sentito raramente in una sala secondaria tremare così tanto le poltrone e ancor di più lo stomaco.
Le musiche sono ben divise tra i canali, con un buon utilizzo dei subwoofer in certi momenti e con un SPL proporzionato a quello degli altri suoni.
Le voci sono bilanciate e corpose, specifico che si tratta della versione italiana (qualche caso nelle scene d'azione nei quali i dialoghi risultano più confusi, ma credo sia un effetto voluto o un errore della traccia italiana).
Passiamo alla descrizione della qualità della riproduzione della traccia da parte dell'impianto della sala.
La qualità generale è buona ma non eccelsa: poiché la timbrica dei diffusori è abbastanza metallica i suoni risultavano un po’ “duri”. Fa eccezione l’imponente timbrica dei subwoofer (sottolineo anche un buon controllo da parte di essi).
I frontali sono un po’ impastati e mi sembrano anche leggermente limitati come range di frequenza, non eccellono neanche con le frequenze più basse (nei limiti della traccia ovviamente) e le alte sono un po’ secche e latitanti.
Non si percepisce alcuna distorsione: considerando l'SPL piuttosto alto il risultato finale è notevole.
Questi non sono problemi ma pignolerie tecniche, che devo enfatizzare per rendere più comprensibile è verosimile il confronto con le altre sale.
Posso assicurare che non si trovano al di fuori di Arcadia sale con un audio del genere.
Si nota una ricerca molto accurata per ciascun suono: ogni bomba, arma da fuoco, aereo ed elicottero hanno un suono diverso e ben distinguibile, ognuno mixato molto accuratamente in modo diverso dagli altri.
Volume molto alto, come giusto che sia, ma fastidio leggero.
La definizione video è eccellente: pur essendo in 2K, certe immagini sono così dettagliate da sembrare in 4K.
La palette cromatica è neutra.
Il contrasto nelle scene diurne è abbastanza limitato, mentre in quelle notturne (o comunque più buie) è ottimo, non si perdono mai i dettagli; inoltre c’è un'ottima profondità di campo.
La proiezione è perfetta in termini sia di fuoco sia di luminosità, non c’è alcun hotspot e il livello del nero è uniforme in tutto lo schermo.
Il servizio offerto dal multisala di Melzo è ottimo, grazie al personale gentile e accogliente, nonché all’atmosfera mistica tipica del “tempio del cinema”.

Sala 4 Bellinzago: schermo Harkness, modello Perlux, concavo (a occhio leggermente meno rispetto a Melzo), largo 22 metri, formato scope, 296 posti divisi in 12 file disposte ad anfiteatro (la sala è molto inclinata ma non ai livelli della Sala Aria). Si tratta di una delle 4 sale più grosse del multiplex.
Il proiettore 2K è Barco, l’impianto audio ha amplificatori e diffusori Electro-Voice (modelli di dieci anni più nuovi di quelli di Melzo); la sala è ex THX, con configurazione massima 7.1.
C’è dell’illuminazione secondaria sotto le file di poltrone, mentre quella principale è costituita da due grossi fari sul retro della sala che puntano verso lo schermo.
Le sedute sono comodissime, più che a Melzo (tranne che per gli appoggia-braccia e la larghezza).
Il design della sala è davvero bello, più moderno di Melzo; eppure, secondo me, il fascino delle sale di Melzo è impareggiabile.
Grazie a questo design, come a Melzo, si gode di un’esperienza molto immersiva.
File consigliate: dalla I (9) alla F (6).
Lo schermo, che a differenza di Melzo non è circondato da teli, occupa quasi interamente il telaio della sala.
A parer mio le visioni a Melzo e a Bellinzago in termini di immersività risultano quasi identiche: sebbene per alcuni le sale di Bellinzago possano risultare più belle, ritengo che quelle di Melzo hanno uno stile inimitabile e risultano meno dispersive.
L’atmosfera è ottima, ci si estrania dal centro commerciale per il periodo in cui ci si trova dentro al cinema.
Il multisala ha un design moderno, con un gusto fantascientifico/futuristico molto accattivante; esso è ben organizzato, dotato di bar molto fornito ove si può anche cenare, e il giovedì si può giocare a scacchi. Il personale è gentilissimo, come a Melzo. Si vede che è Arcadia.
Esperienza:
La proiezione video anche qui è perfetta, a eccezione del “tipico” problema della proiezione di Bellinzago: il livello del nero troppo alto, un fenomeno che andrebbe eliminato.
Per il resto si hanno le stesse sensazioni di Melzo, pur notando leggermente di più che il DCP era in 2K, molto probabilmente per le dimensioni maggiori dello schermo (o forse anche per il fatto che era la mia seconda visione).
Circa l’audio la prima cosa da notare è una timbrica più “morbida” e una qualità generale più elevata; in parte influisce il volume leggermente minore, però credo che il resto sia tutto merito dell’impianto e dell’acustica.
I frontali sono meno impastati, più puliti, più estesi (qui le frequenze più alte suonano più squillanti ma senza causare fastidi, sicuramente per via delle trombe più moderne) e che enfatizzano molto di più la spazialità e il panning (anche le dimensioni maggiori sono un vantaggio).
Unico difetto: su alcune frequenze il centrale emette uno strano rumore (che non definirei “gracchiare”), che si sente leggermente nelle scene con elicotteri e/o aerei.
La dinamica generale è ottima, mi è parsa leggermente maggiore di Melzo.
Il volume è fortunatamente alto, però bastava poco di più per essere equiparabile alla visione in Sala Aria e quindi perfetto in termini di SPL.
La gamma bassa è molto potente e con un forte impatto fisico (che si sentirà nello stomaco anche in ultima fila) ma si avverte la differenza rispetto alla Sala Aria, poiché nonostante qui sembri leggermente più controllata (forse anche per il fattore volume), l’aggressività delle basse frequenze a Melzo è imbattibile: il sedile vibra ma senza quell’effetto di tremolio che al tempio lascia tutti a bocca aperta.
I surround sono presenti in modo altalenante, e con le stesse caratteristiche della visione a Melzo. Tuttavia, sia per l’impianto sia per le dimensioni, questo fatto qui viene enfatizzato; peccato, perché dai trailer avevano dimostrato più dinamica, qualità ed efficienza rispetto a Melzo.
Le voci rispetto a Melzo mi sono sembrate un po’ più basse in certi momenti, un altro sintomo del volume più basso; inoltre mi sono parse più sbilanciate tra le varie scene, in alcune appunto erano deboli, in altre erano al giusto livello; a Melzo non ho avvertito questo disequilibrio.

Sala Energia Melzo: non credo ci sia bisogno di descrivere ancora una volta le caratteristiche della miglior sala d'Europa e di una delle più rinomate al mondo.
Parlano da soli i riconoscimenti, i dati tecnici e le migliaia di altre recensioni mie e di moltissime altre persone.
Esperienza:
come sala siamo su un altro livello rispetto alle altre due, a partire dall'entrata fino all'uscita passando per lo schermo di dimensioni titaniche.
A differenza delle altre sale la proiezione è preceduta solo da trailer e non da pubblicità, e, solo perché il film era in 5.1, non c'è stata alcuna demo sonora.
Il masking dello schermo viene regolato per formare un area di proiezione 2,39:1.
Le immagini sono perfette in tutto e risultano ancora più belle grazie alle dimensioni dello schermo che permettono di vedere ogni minimo dettaglio, molto più che nelle altre sale.
Incredibile che nonostante lo schermo sia così grande e il DCP è in 2K il risultato finale è il migliore finora (malgrado la presentazione in sala Aria fosse davvero ottima).
L’audio è superiore come qualità, pulizia ed estensione: la differenza è enorme.
Come dinamica, soprattutto dei frontali, siamo a un livello qualitativo di assoluto riferimento, difficilmente raggiungibile.
Il volume è alto ma si potrebbe alzarlo ancora di più, per avere un esperienza perfetta; l’impianto, inoltre, ha già dimostrato di non causare fastidio anche a pressioni sonore maggiori.
Gamma bassa molto possente, precisissima e con una timbrica imponente; tuttavia non mi ha dato in modo così evidente quel travolgente colpo allo stomaco sconvolgente. ciò potrebbe dipendere dalle dimensioni della sala e dalle caratteristiche dei subwoofer, che in sala Energia prediligono le basse più corpose e le ultra-basse, mentre le sale con sub Electro-Voice rendono meglio sulle basse più secche e con un impatto fisico, inteso come onda d'urto, più avvertibile (soprattutto per lo stomaco).
In ogni caso preferisco la gamma bassa di Energia, che nel complesso non ha eguali.
A ogni suono grave le poltrone tremavano molto forte — è ormai una delle caratteristiche più famose della sala.
Unico appunto: una mancanza di linearità della gamma bassa, poiché quando le basse appartengono ad un preciso intervallo di frequenze (come nelle musiche e in certi effetti, p.es. i motori di un aereo) si sentono molto poco. L'unico film che mi è parso privo di questo limite è stato Mad Max: Fury Road.
Credo che ciò dipenda dall'equalizzazione o dal fatto che i subwoofer non sono nel muro (THX baffle wall), però non posso garantirlo.
L’impianto, le dimensioni e l'acustica fanno sì che la prestazione dei frontali sia inarrivabile: panning e spazialità più realistici, ogni effetto direzionale è accentuato ai massimi livelli e ho pure notato molti dettagli in più rispetto alle altre sale (e non solo grazie al fatto che era la terza visione).
Si tratta dell’unica sala in cui vivere appieno questa traccia che punta tutto sulla cura dei frontali. Però la sala Energia enfatizza moltissimo la scarsa attività dei surround e il loro SPL ridotto. Non è una carenza della sala, bensì un effetto normale degli impianti di questo livello in ambienti così grossi.
Le voci sono leggermente sbilanciate come a Bellinzago, ma stavolta molto più pulite.
Insomma si tratta della solita presentazione audio perfetta della Sala Energia.

Sala 2 Erbusco: in termini di costruzione è uguale alla sala Aria di Melzo, ma poco più piccola (14 metri di schermo, formato scope), con condizionamento a soffitto, sedili diversi (non come quelli di Melzo o Bellinzago ma comunque comodi).
Il proiettore è a 2K, l’impianto audio è full JBL di primissima categoria; la sala è ex THX.
Ci sono altre quattro sale gemelle a Erbusco e una molto più grossa (la famosissima sala 6).
L’ambiente è simile agli altri due multisala, ed è molto accogliente. Il personale è di grande gentilezza e il servizio è ottimo: c’è un bar al piano inferiore e uno al piano delle sale, e i servizi igienici pulitissimi; inoltre il film inizia in orario, con poche pubblicità prima.
Come a Bellinzago, una volta all’interno del cinema ci si estrania dal resto del centro commerciale (comunque un ottimo passatempo prima e dopo il film per chi si reca al cinema). Come sempre, Arcadia si distingue. Il multisala in realtà si può chiamare o Arcadia Erbusco o Multiplex Porte Franche, poiché non è di proprietà Arcadia.
Esperienza:
A primo impatto sembra quasi uguale alla sala Aria, anche le dimensioni minori si notano meno di quanto mi aspettassi, merito del design della sala.
Io ero in fila 6 perfettamente centrale, ma anche da una o due file dietro si gode di un ottima visuale dello schermo.
La proiezione analoga a quella in sala Aria, le differenze sono pochissime e quasi invisibili a occhio. Forse si nota solo un pizzico di luminosità in meno e un leggero filtro giallo che fa sembrare più calda l’immagine; a luci accese e poi avvicinandomi allo schermo in effetti noto che non è più bianchissimo (come sicuramente lo era un tempo) e che è un po’ sporco e leggermente rovinato. Il proiettore è diverso da quello delle altre sale coinvolte nel confronto, ma non credo che la colpa di questo fenomeno sia imputabile a esso.
Il vero punto forte della sala è l’audio. Come qualità, estensione e pulizia JBL è superiore, e tra tutte le sale è quella con il suono che più si avvicina a Energia. Come dinamica siamo ad altissimi livelli, più delle Electro-Voice di Melzo e al pari se non leggermente superiore a Bellinzago.
Il volume è altissimo, superiore a quello di tutte le altre visioni, nondimeno la distorsione è inavvertibile e non scaturisce quasi alcun fastidio. Le voci sono pulitissime, ma si nota anche qui che le varie scene sono leggermente sbilanciate in fatto di SPL.
I surround, nelle poche scene in cui sono valorizzati, regalano una direzionalità perfetta e un’ottima spazialità, veramente da riferimento pensando alle dimensioni della sala; tuttavia, anche se non come in Energia, si enfatizza la mancanza dei surround in moltissimi punti; direi che è al pari di Bellinzago da questo punto di vista, però bisognerebbe valutare più accuratamente con un film che ha una traccia che sfrutta moltissimo i surround.
La spazializzazione, la gamma dinamica e il panning degli effetti sonori provenienti dai frontali sono ottimi, ma Bellinzago (mi riferisco esclusivamente alle sale più grandi) e, soprattutto, la Sala Energia sono avanti da questo punto di vista.
Gamma bassa con prestazioni eccezionali.
Profonda, potente e precisa e in molti momenti i due subwoofer facevano tramare le grosse poltrone.
Ho notato che, nonostante fosse la sala più piccola, l’impatto fisico si è notato meno, sia rispetto alla Sala Aria, sia rispetto a Bellinzago, invece l'ho trovato leggermente più intenso rispetto alla Sala Energia (che è molto ma molto più grossa).
Ho notato che JBL è molto simile a Meyer in fatto di basse: timbrica simile, entrambe hanno basse molto corpose e precise. Invece Electro-Voice ha delle basse diverse: molto meno corpose e più secche, con un forte impatto fisico (a volte si sente l'onda d'urto e si fa fatica a percepire il basso) e meno precise.
Personalmente preferisco le basse Meyer e JBL.

Conclusioni
Quattro visioni fantastiche che solo Arcadia sa regalare, diverse tra loro, ognuna con qualche pro e qualche contro rispetto alle altre. Ecco la mia classifica, in cui mi impegno a mantenere la massima oggettività.

Al primo posto, l'ormai imbattibile e leggendaria Energia, l'ammiraglia del tempio della settima arte
1 Sala Energia Melzo

Al secondo posto, la più piccola sala 2 di Erbusco, per me sconosciuta prima di questa visione
2 Sala 2 Erbusco

Al terzo posto, un'altra sala del multisala che ha scritto un pezzo di storia del cinema, la Sala Aria
3 Sala Aria Melzo

Al quarto posto una delle “ammiraglie” del Multisala più moderno della catena, la Sala 4 di Bellinzago
4 Sala 4 Bellinzago

La parte tecnica del film influisce sempre sulla scelta della sala, ci sono film che esaltano molto di più la differenza tra le sale e film che la esaltano molto meno, questo sicuramente fa sentire le differenze anche se non ai livelli di altri film.
Anche l'ambiente e l'atmosfera contano molto nell’esperienza cinematografica.
Vorrei anche far notare che il confronto è stato fatto “solo” tra quattro sale, Arcadia ne ha molte e tra quelle fuori dal confronto alcune hanno tecnologie diverse.
Persino le stesse sale coinvolte hanno dimostrato solo una parte delle loro capacità: il film in questione è in 2D 2K + PCM 5.1, ma queste sale possono presentare i film anche in 7.1/Atmos/4K/3D/70MM/DTS/Dolby SR magnetico a seconda della sala.
Inoltre ogni sala ha un proprio design e una propria costruzione, e anche la gestione influisce moltissimo su un cinema e sulle sue sale.
Quello che voglio dire è che non ci potrà mai essere un confronto completo tra tutte le sale (escludendo il fatto che sono moltissime), ognuna è diversa, come lo è ogni film.
Posso solo assicurare che Arcadia rimane un riferimento.

Ringrazio Valerio Sbravatti per la revisione del testo.

Alessandro Dognini
"Il cinema è la scultura del tempo"

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Re: 12 soldiers, Arcadia Melzo, Bellinzago, Erbusco

Messaggioda mbarsot » gio ago 02, 2018 5:29 pm

Wow!
Ottimo lavoro di analisi.


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