"Il Codice Da Vinci" nelle Sale della Comunità

Discussioni varie con tematica riguardante il Cinema
Pacc
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Messaggioda Pacc » mar mag 09, 2006 9:32 am

Vedete voi, sappiate che state andando contro i principi di sala della comunità indicate dalla cei, e su questo non potete in nessun modo contraddirmi: non le ho scritte io.
Non dico si debbano fare solo film d'essai o cartoni animati ma non bisogna solo fare film di "cassetta".

Sono sincero, ammetto di non aver mai letto questi "principi scritti dalla cei" (e mi guardo anche dal farlo), comunque sono principi, non regole ferree, e quindi si presteranno ovviamente a diverse interpretazioni. Non mi occupo certo io della programmazione, ci pensa il nostro parroco, e lo considero una persona competentissima e molto rispettabile, soprattutto come prete, prima che come gestore di cinema. Quindi sono qui a ribadire che mai e poi mai lo scopo del nostro cinema è quello di far solo film di cassetta! Puntare a fare film di prima visione non vuol dir questo, ci sono film e film (e infatti roba tipo Boldi e De Sica da noi non sono mai passati, tranne un anno in cui la stessa acec l'ha giudicato accettabile. Io l'ho guardato e vi dico la verità, mi è sembrato esattamente al livello di quelli degli altri anni, quindi non ho capito perchè quello sì e altri no...).

Ma come dice Mauro, alla fine di ogni mese le bollette vanno pagate, la rata del mutuo va pagata, e le case che ti danno i film vanno pagate! Altrimenti si chiude, stop, e hai finito di offrire un servizio alla tua comunità! Quindi non mi si venga a dire che se la sala è in passivo la si deve tenere aperta lo stesso, perchè i soldi non si ca#@no alla notte e nessuno te li regala, la banca non ti guarda in faccia anche se sei una parrocchia piuttosto che un privato. Il cinema è giusto che non sia in passivo, e se dopo aver coperto le spese ci resta qualche soldino, state sicuri che la parrocchia li reinveste per fare qualcos'altro per la comunità stessa, non è certo per fare del lucro. Noi ad esempio abbiamo inaugurato sabato scorso il nuovo oratorio appena rifatto daccapo! (ma non è tutto frutto del guadagno del cinema, magari...)
E in tutto questo non abbiamo mai perso la missione educativa e pastorale della parrocchia! Penso che gli illustri prelati possano dire e scrivere quello che vogliono, ma a contatto con la comunità ci siamo noi, non loro, e sono convinto che la strada che stiamo perseguendo sia quella giusta

Ciao



Pacc

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Messaggioda Walter » mar mag 09, 2006 10:00 am

Pacc, io non ho detto che non debbano essere fatte le prime visioni.
Dico solo che nella scelta dei film deve seguire un certo criterio: non proiettare porcherie pur di fare cassetta. Nel tuo caso, essendo la scelta effettuata da un sacerdote, sono abbastanza fiducioso.

ammetto di non aver mai letto questi "principi scritti dalla cei" (e mi guardo anche dal farlo)

contento tu...

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ken
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Messaggioda ken » mar mag 09, 2006 7:59 pm

Messaggio inserito da PioPion
Messaggio inserito da ken
Vuota poi vuol dire con un bel lucchetto sopra visto che le spese di gestione sono alte. Non so voi ma io per aprire sommando tutte le spese che ho e divise per il numero di "VISIONI" all'anno, tolgo dalla cassaa subito circa 200€. a 5€ a biglietto vuol dire che se non metti in sala almeno 400 persone a visiuone sei IN PERDITA

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Non capisco cosa intendi. Forse volevi dire 40?

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si certo scusa, ho una tastiera di *****, iogni tanto mi fa adoppie lettere

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Messaggioda Walter » mer mag 10, 2006 12:21 am

L'importante è che non ti faccia questo scherzo mentre stai disponendo bonifici via Home Banking:D

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Messaggioda Mauro » mer mag 10, 2006 8:06 pm

In questi giorni è uscito ufficialmente il giudizio della Commissione Nazionale Valutazione Film della CEI su "Il Codice da Vinci" e come c'era da aspettarsi è INACCETTABILE/NEGATIVO.

Aspetto con ansia che venga pubblicata la Valutazione Pastorale per poterla leggere

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Messaggioda pierpoldo_cineplex » sab mag 13, 2006 9:08 pm

si ma non capisco perchè ancora oggi la chiesa deve mettere tanto il naso io sono una persona che giudica nella equilibratezza e la chiessa e troppo inpiciato ma secondo voi il film ci sarrano il pubblico si ho no

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Messaggioda Tobia » mar mag 16, 2006 8:42 pm

figurati...
Farà il pieno, più lo contesti più se ne parla, più la gente s'incuriosisce e lo va a vedere.
La cosa che non capisco è perchè l'ignoranza a volta fa comodo altre fa paura...

Ho sentito il TG5 stasera e dicevano "I carinali non fanno una crociata contro il Codice da Vinci", c'era anche un pretone che invitava a vedere il film, ma anche a scoprire il vero Cristo.
Però non hanno detto che l'ACEC lo vieta :evil:

Mi è venuto un dubbio a riguardo... si possono proiettare pubblicità ad es. dei preservativi? La videowall all'inzio dell'anno ci ha mandato tra le pubblicità anche una simpaticissima di preservativi.


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Messaggioda Mauro » mer mag 17, 2006 12:09 am

si possono proiettare pubblicità ad es. dei preservativi? La videowall all'inzio dell'anno ci ha mandato tra le pubblicità anche una simpaticissima di preservativi.


Oddio spero bene che non cali il veto anche su quello

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Messaggioda Iv@no » mer mag 17, 2006 12:14 am

se non mi sbaglio un cardinale non troppo tempo fà in un'intervista ha dichiarato che i preservativi sono il male minore rispetto rispetto a malattie e altro quindi siete a posto :)

Lunghi giorni e piacevoli notti

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Messaggioda Pacc » mer mag 17, 2006 9:41 am

A me la pubblicità dei preservativi arriva da mesi, la prima volta non ho assolutamente pensato di toglierla, ho preso la mia bella serie di insolenze e da lì in poi mi è sempre toccato di toglierla. Il nostro prete ha pure mandato una lettera di lamentele direttamente alla videowall... non è sconvolgente tutto ciò!!! :evil:

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Messaggioda Mauro » mer mag 17, 2006 1:03 pm

Sì era il card. Martini che aveva parlato di tutto ciò su Panorama mi pare.

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Messaggioda Mauro » mar mag 30, 2006 11:49 am

Ed ecco inesorabile la valutazione pastorale sul film in oggetto (tratta da www.acec.it)

Pubblico e critica, sia nazionale che internazionale presenti all’apertura del Festival di Cannes, hanno stigmatizzato il film come "la Waterloo di Dan Brown" (Bbc). Lo stesso cast non ha potuto mostrare performance di buon livello o perlomeno al pari dei blasonati curricula. Quello che doveva essere il thriller più avvincente e cult degli ultimi anni si è risolto in una noiosa trasposizione di costume. Il film di Ron Howard, Il codice da Vinci, mette in scena tutte le confusioni e le incongruenze dell’omonimo romanzo di Dan Brown da cui è tratto. Documenti e testi dichiaratamente fallaci, colpevole confusione tra i manoscritti ritrovati nell’oasi egiziana di Nag Hammadi, che sono testi gnostici, e quelli trovati a Qumran sul Mar Morto, che sono testi essenici, illazioni esoteriche tratte dalla mente instabile del curato sospeso a divinis di Rennes-le-Chateau, Bérenger Saunière, e dalle successive speculazioni sul tema del falsario Pierre Plantard, collaborazionista del governo di Vichy e persecutore di ebrei. Il tutto con un atteggiamento anticattolico che, nel libro, Dan Brown assume ricollegandosi al femminismo chic propugnato dall’antropologa Margaret Alice Murray, autrice del pamphlet new age Il dio delle streghe. Si tratta realmente di una posizione non solo ignorante (gli storici medioevalisti sono concordi in questo) ma anche colpevole nel sottrarre continuamente il proprio romanzo alla chiarezza di definizione di un genere. Un atteggiamento, quello di Dan Brown, non nuovo. Come afferma il Cardinale Ruini: “già il Nuovo Testamento conosce la tendenza ad andare dietro alle favole, piuttosto che dare ascolto alla testimonianza della verità (cfr. 2 Tim 4,3-4; 2Pt 1, 16), ma è difficile sottrarsi alla sensazione che il grande successo di lavori come Il codice da Vinci abbia a che fare con quell’odio, o quel venire meno dell’amore per se stessa che, come osservava l’allora cardinale Ratzinger (Senza radici, ed. Mondadori, pp. 70-71), si è insinuato nella nostra civiltà. Anche in questo caso, però, non è il caso di cedere al pessimismo: alla fine il fascino della verità è più forte di quello dell’illusione, e di verità la nostra gente oggi ha una gran sete”. Per tali motivi il film, non presentando significativi elementi cinematografici, non si mostra di alcun interesse pastorale. La valutazione è inaccettabile, negativo.

Se qualcuno di voi capisce quello che volevano dire e me lo spiega mi fa un piacere...






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Messaggioda Walter » mar mag 30, 2006 11:53 am

Mah, boh, ecchilosa?


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Messaggioda Mauro » mar mag 30, 2006 11:55 am

Sta di fatto che dopo averlo visto in effetti ritengo che non è propriamente un film da proporre in una sala parrocchiale

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Messaggioda Antonio Marcheselli » lun giu 05, 2006 1:22 pm


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Messaggioda radoen » lun giu 05, 2006 4:02 pm

bhe ci lamentiamo degli "estremisti" islamici e non guardiamo i nostri "estremisti" cattolici che criticano (o bruciano) un libro. sono senza parole.
A scuola qualche settimana fa ho avuto una discussione con il prof di religione (un prelato) che naturalmente come qualunque persona sana di mente riesce a capire dice che la storia del libro è solo un abile montatura di un bravo scrittore che sa fare il suo mestiere.

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Messaggioda Antonio Marcheselli » lun giu 05, 2006 4:45 pm

appunto.

Andrea®
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Messaggioda Andrea® » lun giu 05, 2006 5:05 pm

Ma vi rendete conto che stanno parlando di un romanzo????
UN ROMANZO CRIBBIO!!!!!

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La parola romanzo deriva dal termine francese antico romanz o roman, che è una abbreviazione della locuzione latina romanice loqui, cioè "parlare in lingua romanza", vale a dire in lingua di derivazione latina.

Deve essere comunque chiarito che, se in italiano, il termine romanzo si riferisce a qualunque narrazione lunga in prosa, in inglese romance sta ad indicare le forme narrative di carattere eroico-mitiche tendenti all'allegoria e in cui si presentano elementi di fantastico
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Se Dan Brown voleva scrivere che Gesù era verde a pallini blu con tre occhi 4 braccia e 6 palle, LO POTEVA FARE, perchè è un ROMANZO!!!

Si lamentano che il romanzo è troppo reale, bè cavolo quello è lo scopo di ogni bravo scritttore O NO?

Se si limitassero a dire che il romanzo e il film offendono la comunità cattolica, la cosa avrebbe più senso. Ma il loro accanimento contro le volute "fanastiche" tesi riportate nel romanzo è a dir poco ridicolo!!!

L'unica spiegazione possibile al loro accanimento è che in fondo in fondo ci sia qualche verità in quello che viene detto (come ogni mito e ogni leggenda) quidi subentra una paura inconscia che fa tirar fuori gli artigli!

Andrea

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Messaggioda Walter » lun giu 05, 2006 5:23 pm

Scusate, ma qui si sta uscendo dal discorso cinematografico per entrare in ambito religioso....argomento delicato e vietato dal regolamento quindi meglio non proseguire a commentare cio che è successo.
Ne discuterei volentieri ma sono consapevole che sia meglio soprassedere.
Grazie

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Andrea®
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Messaggioda Andrea® » lun giu 05, 2006 5:32 pm

OK!
Comunque non mi sembra di aver toccato nessun argomento religioso, stiamo comunque parlando dei risvolti di un film in determinati ambienti.

A


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