"Il Codice Da Vinci" nelle Sale della Comunità

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Pacc
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Messaggioda Pacc » lun mag 08, 2006 3:36 pm

Cosa c'è di così eccezionale? Può essere una forma di tutela migliore rispetto al non fare il film. Ohi, mica stiamo parlando di un film porno!!! Qui mi sembra che questo film venga demonizzato molto più di quanto merita! Walter, rispetto pienamente le tue idee, ma vedo che il nostro concetto di sala parrocchiale è profondamente diverso, proprio in base alle esperienze diverse. Se provi a rileggere il mio post precedente vedrai che ho cercato di far capire che il nostro cinema, pur essendo della parrocchia, tende a essere un cinema tradizionale di prima visione, il chè mi sembra una cosa ben diversa da un cinema da oratorio (con tutto il rispetto e la stima per questi ultimi, ci mancherebbe)

Ciao


Pacc

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Messaggioda Mauro » lun mag 08, 2006 3:43 pm

Anch'io la penso come te Pacc

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Messaggioda Walter » lun mag 08, 2006 3:59 pm

Ragazzi il cinema parrocchiale non è un cinema di prima visione ma è il cinema dell'oratorio.
Se i vostri non sono così, scusate, ma i vostri parroci sbagliano di grosso!

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Messaggioda Mauro » lun mag 08, 2006 4:11 pm

Continuo sempre più a trovarmi in disaccordo con te Walter.
Questo era il discorso che molti dei miei "consiglieri" facevano: il cinema dell'oratorio=proiezioni la domenica pomeriggio per i ragazzini come si faceva 30 anni fa.
Assolutamente NO!
Il vecchio responsabile cinema, a cui io sono subentrato, voleva trasformare la nostra sala in sala d'essai e i risultati erano 4 film in perdita su 4 al mese e per noi non era possibile permettercelo.
E in ogni caso anche se la parrocchia avesse potuto non sarei stato comunque di quel parere.
Io gestore della sala devo preoccuparmi di dare un servizio a tutti e per far questo mi sembra giusto ricalcare le orme di una sala commericale, pur prestando sempre un'occhio di riguardo a tipo di programmazione che si propone.

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Messaggioda Mauro » lun mag 08, 2006 4:14 pm

Se i vostri non sono così, scusate, ma i vostri parroci sbagliano di grosso!


Vaglielo a dire al prete gestore di una sala della comunità qui a pochi chilometri da casa mia che fattura 300.000 e passa euro all'anno...

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Messaggioda Walter » lun mag 08, 2006 4:17 pm

Vedete voi, sappiate che state andando contro i principi di sala della comunità indicate dalla cei, e su questo non potete in nessun modo contraddirmi: non le ho scritte io.:D
Non dico si debbano fare solo film d'essai o cartoni animati ma non bisogna solo fare film di "cassetta".

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Messaggioda Mauro » lun mag 08, 2006 4:23 pm

Io personalmente cerco sempre di fare ciò che presumo la gente voglia vedere in modo da poter offrire un servizio a tutti

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Messaggioda Walter » lun mag 08, 2006 4:39 pm

Sei tu che devi decidere cosa proporre, non la gente.
Lodevole il tuo prodigarti per accontentare tutti ma purtroppo, caro Mauro, spesso le persone non sanno cosa vogliono, altrimenti non si spiegherebbero guerre, fame e tante brutte cose.
Parliamoci chiaro: la maggior parte dei film di cassetta sono le piu ciofeche! E proprio qui, la sala della comunità che non ha scopi di lucro (se non il solo coprir le spese) deve saper far la differenza.

Per tornare al discorso di prima, dice Mons. Busti (presidente dell'ACEC) in un suo documento:
Qualche volta l’inevitabile dimensione economica, alla quale non si può sfuggire, dato che parliamo anche di beni e investimenti materiali, più che a collaboratori laici è tentata di affidarsi (anche con la condiscendenza ecclesiastica, non so quanto ingenua) a una "gestione laica", che forse assicura in tempi brevi un ritorno economico (generalmente svilito), ma uccide lo spirito e tarpa le ali a ogni ingegnosità e fantasia pastorale: ne ho avuto più volte esperienza diretta.

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Messaggioda Mauro » lun mag 08, 2006 4:52 pm

Io propongo quello che il pubblico vuole vedere...in questo periodo voleva "L'era glaciale 2", bene io gli ho proposto "L'era glaciale 2".
Mi faceva ridere quello che sceglieva prima di me i film che per un anno intero non si è mai visto una volta nel cinema.
Come fai a capire quello cha la gente ha piacere di vedere se non sei presente sul campo a tastare con mano?
I film di cassetta saranno ciofeche (alcuni) però sono quelli che ti rendono viva la sala, che te la fanno vedere piena e che, non da ultimo, ti portano incassi e soldi da mettere da parte per future migliorie e interventi che fra un po' di tempo si renderanno necessari.
Mons Busti avrà anche ragione ma con "lo spirito, l'ingegnosità e la fantasia pastorale" le bollette non si pagano, quindi ben venga del sano e attento cinema commerciale all'interno di una sala della comunità.
Naturalmente poi ogni sala della comunità vive in un suo contesto ambientale e sociale per cui la situazione di ognuna è differente dall'altra.
Fare il "cinema da oratorio" qui a sedriano significherebbe chiudere tra un anno per eccesso di passività.

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Messaggioda Walter » lun mag 08, 2006 4:59 pm

Messaggio inserito da Mauro
I film di cassetta saranno ciofeche (alcuni) però sono quelli che ti rendono viva la sala, che te la fanno vedere piena e che, non da ultimo, ti portano incassi e soldi da mettere da parte per future migliorie e interventi che fra un po' di tempo si renderanno necessari.

Se devo proiettare Boldi o il CDV per vedere la sala "viva" preferisco vederla vuota!
Per esempio l'era glaciale 2 è un ottima prima visione per una sala parrocchiale.
Perdonami la franchezza, ma se devo fare film del piffero (anche se so che questo non è il tuo caso) per tenere aperta la sala è meglio chiudere!

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Messaggioda Mauro » lun mag 08, 2006 5:08 pm

Io preferisco vederla viva comunque, non con Boldi e De Sica che forse mi sembra un po' forzato come film.
Perdonami la franchezza, ma se devo fare film del piffero (anche se so che questo non è il tuo caso) per tenere aperta la sala è meglio chiudere!


Ci mancava solo ceh mi dicevi che faccio film del piffero...finora ho fatto tutti quei film aperti al grande pubblico mantendo spazio per quelli un po' più impegnativi nella rassegna di cineforum

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Messaggioda Gio » lun mag 08, 2006 5:08 pm

Non entro nella polemica, ognuno ha le sue idee e le rispetto. Il libro mi è piaciuto: Dan Brown è sapiente nel ricreare atmosfere, a descrivere i luoghi e ha creare la suspance della narrazione. Il film non lo farò ma solo perché l'altro cinema qui in città lavora con Columbia (noi facciamo così, ci dividiamo le case). Lo vedrò perché il libro mi è piaciuto (e qui tremo...), perché è di Ron Howard e perché Tom Hanks mi piace un sacco.

Perché scrivo qui allora?

Solo per riportare due stralci da CineNotes n°643 che mi sono arrivati oggi pomeriggio:

<hr noshade size="1">
<font color="black">"Esistono mezzi legali per ottenere che alcuni rispettino i diritti di altri. Questo
e' uno dei diritti umani fondamentali: devono rispettarci, rispettare il nostro credo
religioso e devono rispettare il nostro fondatore, Gesu' Cristo". Il cardinale Francis Arinze, prefetto della Congregazione per il Culto divino e i sacramenti, esorta i cattolici a ricorrere ai tribunali
dei vari paesi per bloccare l'uscita del film di Ron Howard tratto da "Il Codice da Vinci", il discusso best-seller
di Dan Brown che mette alla berlina la fede cristiana. "I cristiani - spiega il porporato - non possono restare con
le braccia incrociate e dire: 'dobbiamo perdonare e dimenticare'. Non saro' io a dire a tutti i Cristiani quello
che devono fare, ma ci sono i mezzi legali per reagire".
La presa di posizione del Prefetto della Congregazione per il Culto e' contenuta in un
documentario di 25 minuti realizzato dall'agenzia televisiva internazionale Romereports, specializzata
nell'informazione dal Vaticano e sulla Chiesa cattolica nel mondo. (Repubblica)</font id="black">
<hr noshade size="1">

E la prossima:

<hr noshade size="1">
<font color="black">Un drappo nero è calato mercoledì 26 aprile sul megaposter che pubblicizza il
film tratto dal romanzo di Dan Brown “Il codice Da Vinci” sulla facciata della Chiesa di
San Pantaleo a Roma, pubblicizzazione che aveva causato ovvie polemiche.
La facciata della Chiesa, che si trova nel centro storico di Roma (nei pressi
di piazza Navona), è stata coperta infatti per i lavori di restauro proprio dalla pubblicità
del film. Ma una dura nota del Vicariato di Roma, presieduto dal Cardinal Camillo Ruini, che ha sottolineato
l’inopportunità di quella pubblicità ha fatto muovere il Ministero dell’interno. La Chiesa in questione è di
proprietà del Ministero, ente promotore dei lavori, che in realtà non aveva rilasciato il nulla osta per la
pubblicità, autorizzata comunque dalla concessionaria. (abitareaRoma.it)</font id="black">
<hr noshade size="1">

Però un commento estemporaneo concedetemelo: la Columbia gongola!
Con un budget - relativamente - non mostruoso riescono ad eccheggiare con il loro titolo ovunque: una manna per qualsiasi pubblicitario.

Non mi aspettavo, a dire il vero, simili polemiche...

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Messaggioda Walter » lun mag 08, 2006 5:13 pm

Gio, ciò che dici è vero.
Cercare di bloccare l'uscita del film è una cosa sbagliatissima, lede i principi di libertà, e su questo è stato fatto un grosso errore.
La chiesa puo rifiutarsi di proporlo nelle sale parrocchiali ma non dovrebbe in nessun modo boicottare il film!
Io sono cattolico, ma andrò a vedere il film, guidato dalla mia coscienza di credente, che mi supporterà nel ricordarmi che quella che sto vedendo è una storia di fantasia scritta da un uomo.


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Messaggioda Mauro » lun mag 08, 2006 5:15 pm

Evito di fare commenti, dico solo che sono rimasto basito dal tentativo di boicottare l'uscita del film portato avanti da questa autorità cattolica.

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Messaggioda Gio » lun mag 08, 2006 5:21 pm

Per me è analogo a "L'ultima tentazione di Cristo" non so chi se lo ricorda...

Se non ci fossero state manifestazioni contro il film e l'opposizione aperta della Chiesa alla pellicola di Scorzese, probabilmente il film sarebbe stato ne più ne meno di tanti altri titoli...

Così si fa in modo che un film di fiction (se si scrive così, odio il termine, mi sa tanto di televisivo...) nato da un romanzo di puro intrattenimento venga visto come la fonte di un documento storico, come fosse la pergamena custodita nel "cryptex" del romanzo...

Sembra una situazione cabarettistica...

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Messaggioda Walter » lun mag 08, 2006 5:30 pm

Allora se un domani decidessero di fare un film su "La verita del ghiaccio" la NASA dovrebbe boicottarlo?

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Messaggioda ken » lun mag 08, 2006 8:53 pm

Messaggio inserito da Mauro
Continuo sempre più a trovarmi in disaccordo con te Walter.
Questo era il discorso che molti dei miei "consiglieri" facevano: il cinema dell'oratorio=proiezioni la domenica pomeriggio per i ragazzini come si faceva 30 anni fa.
Assolutamente NO!
Il vecchio responsabile cinema, a cui io sono subentrato, voleva trasformare la nostra sala in sala d'essai e i risultati erano 4 film in perdita su 4 al mese e per noi non era possibile permettercelo.
E in ogni caso anche se la parrocchia avesse potuto non sarei stato comunque di quel parere.
Io gestore della sala devo preoccuparmi di dare un servizio a tutti e per far questo mi sembra giusto ricalcare le orme di una sala commericale, pur prestando sempre un'occhio di riguardo a tipo di programmazione che si propone.

Si e vero quanto dicono Mauro e Pacc. Tempo fa, pe ri film poco conosciuti, avevo prso l''abitudinne da mettere alcune fotocoppie in cassa con alcune recensioni del film, messe li a dispposizione di genitori "sappeinti" per cappire che tipo di film eraa pprogrammato.
Messaggio inserito da PioPion

Se devo proiettare Boldi o il CDV per vedere la sala "viva" preferisco vederla vuota!

Questi film purtoppo (boldi e Desica) sono programmaati anche dall'Acec (almeno dalle mie parti

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Messaggioda ken » lun mag 08, 2006 8:56 pm

Vuota poi vuol dire con un bel lucchetto sopra visto che le spese di gestione sono alte. Non so voi ma io per aprire sommando tutte le spese che ho e divise per il numero di "VISIONI" all'anno, tolgo dalla cassaa subito circa 200€. a 5€ a biglietto vuol dire che se non metti in sala almeno 400 persone a visiuone sei IN PERDITA

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Messaggioda Tobia » mar mag 09, 2006 8:21 am

Pensa un po' noi con 3.5€ a biglietto e con la concorrenza che abbiamo (siamo in centro città).
Non siamo in perdita forse grazie al Bar

Cinema Araceli - Vicenza - http://www.araceli.it/cinema

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Messaggioda Walter » mar mag 09, 2006 8:24 am

Messaggio inserito da ken
Vuota poi vuol dire con un bel lucchetto sopra visto che le spese di gestione sono alte. Non so voi ma io per aprire sommando tutte le spese che ho e divise per il numero di "VISIONI" all'anno, tolgo dalla cassaa subito circa 200€. a 5€ a biglietto vuol dire che se non metti in sala almeno 400 persone a visiuone sei IN PERDITA

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Non capisco cosa intendi. Forse volevi dire 40?

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